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Il Pontefice si congeda dai fedeli all’Angelus: vado in montagna

Il Papa: le città assistano chi non andrà in vacanza

L’augurio alle famiglie: vivete le ferie in serena distensione

ROMA - Anche Giovanni Paolo II è da stamane in vacanza. E’ tornato a Introd, in Valle d’Aosta, dove mancava da due anni, un’estate a causa del suo viaggio in Canada per la Giornata mondiale della Gioventù e lo scorso anno per le sue condizioni di salute molto precarie. Il Papa, che torna per la decima volta in Val d’Aosta, si tratterrà per dodici giorni. Ieri Giovanni Paolo II si è congedato dai fedeli dalla finestra del suo studio privato e ha rivolto l’augurio di buone vacanze a tutti, con un pensiero particolare per coloro che non potranno lasciare le città per il periodo estivo.
«Accogliendo l
’invito del vescovo di Aosta - ha detto ai circa ventimila pellegrini in Piazza San Pietro che gli ricambiavano gli auguri anche con un "buon viaggio" scritto su un grande striscione -, domani (oggi per chi legge, ndr ), a Dio piacendo, partirò per trascorrere alcuni giorni in Valle d’Aosta. Mentre mi accingo a compiere questa breve villeggiatura, il mio pensiero va alle famiglie che hanno programmato in questo periodo le loro vacanze: a tutti auguro di viverle in serena distensione».
Il Papa, che è apparso stanco e anche provato dal caldo, non ha però dimenticato «quanti per diversi motivi non potranno concedersi una vacanza vera e propria».
«Auspico - ha proseguito il Pontefice - che ciascuno possa profittare della necessaria pausa nell
’attività lavorativa, e che opportune iniziative ricreative, arricchite da genuini rapporti umani, siano promosse per dare sollievo alle persone sole e in difficoltà».
Sulla piazza a fargli gli auguri erano venuti anche giovani del servizio di volontariato delle Pro Loco, la corale della parrocchia del Sacro Cuore di Bellizzi
e sostenitori della associazione Easy-Rider, che hanno portato in Piazza San Pietro una ventina di esemplari di Ferrari.
Durante le vacanze, fino al 17 luglio in Valle d’Aosta e poi a Castel Gandolfo, due dossier lo accompagnano, insieme ad altri libri di lettura. Uno gli servirà a preparare i discorsi per il centocinquantesimo anniversario della promulgazione del dogma dell’Immacolata Concezione, che celebrerà il 14 e 15 agosto a Lourdes. Il secondo gli servirà a programmare gli impegni futuri per migliorare il dialogo con il patriarcato ortodosso russo.
Ieri il Pontefice ha espresso tutta la sua soddisfazione per la visita in Vaticano del patriarca ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo I, con il quale ha firmato una dichiarazione comune destinata a rilanciare il dialogo cattolico-ortodosso in generale.
«Cattolici e ortodossi - ha commentato - sono chiamati a lavorare insieme per far sì che il continente europeo non dimentichi le proprie radici cristiane».

Bruno Bartoloni



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